Risposta dell’Autore alla Recensione di Marco Vannini al libro Essere e luce. Intorno allo stesso essere della morte e della vita

Risposta dell’Autore alla Recensione di Marco Vannini al libro Essere e luce. Intorno allo stesso essere della morte  e della vita

 

Mi sento di dover rispondere alla recensione, perché il sottotitolo del libro, qui citato, Intorno allo stesso essere della morte  e della vita, in realtà non vuole indicare l’identità di morte e vita, come qui si interpreta.

Questo non intende dire, che morte e vita hanno lo stesso essere: qui si intende intorno all’essere stesso di morte e vita, ovvero proprio all’essenza di questi.

Qui dunque la vita invero non è compresa in identità alla morte, ma proprio oltre l’opposizione della coppia di contrari morte/vita.

A questo proposito nel testo si legge:

«Certo, anche tutte le definizioni esteriori sono cose cui la vita stessa dà vita; però, per quanto le definizioni stesse siano vita, la vita in se stessa non può esser contenuta in definizioni. Infatti, benché dia origine a ogni sorta di definizioni, la vita reale và al di là di qualunque definizione» (p. 23).

Qui la vita è compresa come assoluto, che trascende il suo opposto negativo della morte, come la vita che “perennemente risorge”.

Questa realtà della vita, che supera e ricomprende l’opposizione al suo negativo, e trascende verso l’essere eterno, è motivo ripreso nel mio ultimo libro concluso nella linea di ricerca aperta da questo: Verso l’eternità. Ricerca sull’immortalità, edito adesso sul mio sito www.grazianoscolari.it.

 

 

 

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